
Le novità introdotte dalla Direttiva “Case Green”
La direttiva europea “case green” richiede agli Stati membri di ridurre il consumo energetico degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Questa riduzione dovrà essere in gran parte realizzata attraverso la ristrutturazione del 43% degli edifici meno efficienti, con ogni Paese che stabilirà i propri piani nazionali per raggiungere tali obiettivi. Inoltre, dal 2030, tutti i nuovi edifici residenziali dovranno avere emissioni nulle. Per raggiungere questi traguardi, la direttiva stabilisce un metodo comune per calcolare l’efficienza energetica degli edifici e applicare requisiti minimi di prestazione energetica sia per le nuove costruzioni che per gli edifici esistenti.
Cosa si intende per “case green”?
Partiamo da un concetto fondamentale: cosa significa “case green”?
Possiamo descrivere le “case green” come edifici che:
- Presentano emissioni pari a zero o quasi, con un’elevata efficienza energetica, senza emissioni locali di carbonio derivanti da combustibili fossili e con un livello molto ridotto o nullo di emissioni operative di gas serra;
- Hanno un consumo annuo totale di energia primaria completamente alimentato da fonti rinnovabili generate in loco o nelle vicinanze, attraverso una comunità di energia rinnovabile, un sistema efficiente di teleriscaldamento e teleraffrescamento, o fonti di energia non carboniose;
- Sono progettati per massimizzare il potenziale di produzione di energia solare in base all’irraggiamento solare del sito, permettendo l’installazione futura di tecnologie solari economiche ed efficienti.
Direttiva “case green”: le scadenze
Nel pdf allegato tutte le scadenze da rispettare per raggiungere gli obiettivi indicati dalla direttiva europea EPBD con tutte le tappe e il calendario degli obblighi e degli adempimenti.
Scarica il pdf (fonte Biblus) di seguito indicato cliccando sulla scritta: scadenze-direttiva-case-green
Numero di immobili da ristrutturare in Italia e incentivi fiscali
In Italia, si prevede che le ristrutturazioni riguarderanno il 15% degli immobili in classi energetiche F e G entro il 2030 e il 26% degli edifici con le prestazioni più basse entro il 2033, il che comporterebbe la riqualificazione di oltre 500 mila edifici pubblici e circa 5 milioni di immobili privati.
Grazie agli incentivi fiscali per il settore edilizio, come il Superbonus, l’Ecobonus e il Bonus Casa, si è registrato un risparmio energetico dell’8,9%, rispetto all’obiettivo di riduzione del 16% fissato dall’UE. Tuttavia, c’è ancora molto da fare. Secondo i dati aggiornati a maggio 2024, il 54% delle abitazioni italiane si trova nelle classi energetiche meno efficienti (classi F e G). In particolare, nella zona climatica D, la percentuale di abitazioni con prestazioni scadenti arriva al 65%, influenzando i consumi energetici del settore residenziale, che rappresentano il 25% del totale.
Per completare il processo di miglioramento dell’efficienza energetica, sarà necessario investire 83,4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, il che permetterà alle famiglie di risparmiare mediamente il 36% sulle bollette dell’energia.
Il costo delle Case Green
La Commissione europea stima che saranno necessari circa 275 miliardi di euro di investimenti annuali entro il 2030 per la transizione energetica del patrimonio immobiliare. Tuttavia, le stime sui costi per le famiglie sono difficili da determinare e variano da un minimo di 20-30 mila euro a un massimo di 50-60 mila euro per adattarsi alla nuova normativa.
Cosa cambia per gli edifici pubblici
Dal 2028, tutti i nuovi edifici pubblici dovranno avere emissioni nulle e gli Stati membri dovranno ristrutturare il 16% degli edifici non residenziali meno efficienti entro il 2030. Inoltre, si prevede l’obbligo di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici e non residenziali, progressivamente dal 2026 al 2030.
Divieto installazione caldaie a gas
Per quanto riguarda le caldaie a gas, i Paesi dell’UE avranno tempo fino al 2040 per eliminarle, mentre a partire dal 2025 non saranno più disponibili agevolazioni fiscali per i sistemi tradizionali.
Cosa accade a chi non si adegua alla normativa?
La direttiva “case green” non prevede sanzioni né divieti di vendita o affitto per chi non si adegua, contrariamente a quanto inizialmente previsto. Inoltre, non esiste una correlazione tra il “bonus casa green” e la direttiva, poiché il primo è un’agevolazione fiscale per l’acquisto di immobili a basse emissioni che non è stata prorogata.
Infine, la direttiva avrà un impatto significativo sui bonus edilizi, come l’ecobonus, che non saranno più incentivabili dal 2025, con risorse destinate prioritariamente a interventi che garantiscano un risparmio energetico minimo.
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